Titolo Sognavo di essere Bartali
Un uomo e i suoi ricordi

Testo

Autore

italiano

Learco Pini

Anno di edizione 2010
Pagine 100
Formato b cm 14 x h cm 22
Recensione
Sognava d’essere Bartali, Learco, che, forse non a caso, porta il nome di un altro campione del ‘900, Guerra. Sognava la gloria sportiva sin da bambino, quando pedalava su e giù per le strade bianche e polverose delle colline fiorentine e ad ogni osteria c’era un traguardo ad attenderlo con la coppa del vincitore ed il bacio di miss tappa. Sognava e correva ed i baluginio dei raggi delle ruote della sua bici ed il pigolio del rocchetto scandivano la sua prossima, sicura carriera di campione. Ma Learco partiva in salita, senza soldi e con le prospettive di un bambino che trascorre la sua vita all’interno di un ospizio per vecchi, con la visione costante del tramonto e mai dell’aurora. Il ragazzo delle Cinque Vie, però, possiede risorse interiori insospettate: è un combattente nato, più un pugile che un ciclista. Prende qualche pugno ed è pronto a rialzarsi, roteando con furia i guantoni. Il ciclismo diventa la metafora della sua vita ma con risultati diversi. L’ospizio per i vecchi che gli ha rattristato l’adolescenza, diventa una meta ed il lavoro un momento di riscatto sociale. Adesso Learco sogna ma i suoi sogni non si spengono all’alba. Adesso Learco corre, supera gli ostacoli e realizza i suoi sogni. E di Bartali non gliene importa più di tanto.
Claudio Contrafatto